Il cofondatore Guido Monaco presenta il talk dedicato ai giovani, ai valori dello sport e alle storie che ispirano le nuove generazioni.
Tra gli appuntamenti in programma al MAC Fest 2026 c’è anche uno spazio interamente dedicato allo sport. Sabato 8 agosto, alle 19:00, la Sala Teatro Comunale Luca Barba di Cava de’ Tirreni ospiterà il talk “Vincere i Mondiali è un gioco da ragazzi”, un momento di confronto che metterà al centro giovani, cultura sportiva e territorio, raccontando lo sport come esperienza educativa e sociale, oltre la competizione.
L’incontro si inserisce nel cartellone dell’ottava edizione del Festival della Musica, dell’Arte e della Cultura, in programma dal 2 al 9 agosto, che quest’anno ruota attorno al tema “Malamente”, un invito a rompere gli schemi e mettere in discussione ciò che appare ormai consolidato. In quanto media partner della manifestazione, abbiamo scelto di approfondire questo appuntamento attraverso un’intervista a Guido Monaco, organizzatore e moderatore del talk.



Lo sport oltre il risultato
“Vincere i mondiali è un gioco da ragazzi”: il titolo, volutamente provocatorio, nasce da un’idea semplice quanto radicale. I grandi successi sportivi non si costruiscono il giorno di una finale, ma molti anni prima, quando un bambino si innamora di uno sport e decide di continuare a praticarlo. «Un movimento sportivo in cui i bambini sono felici di praticare uno sport sarà, prima o poi, un movimento vincente», spiega Monaco. «Viceversa, un alto tasso di abbandono dopo i quattordici anni porterà inevitabilmente al declino di una disciplina. Prima dei campioni vengono i sognatori. E se smettiamo di costruire sognatori, prima o poi smetteremo anche di costruire campioni».
Il progetto nasce da un’ambizione più ampia: proporre, negli anni a venire, iniziative capaci di coinvolgere sempre di più i giovani del territorio e stimolare la loro passione per lo sport. Un territorio che, secondo Monaco, ha realtà sportive straordinariamente virtuose e tanti ragazzi che aspettano solo qualcuno capace di ispirarli. «Se riuscissimo ad accendere quella scintilla anche in un solo ragazzo, per noi sarebbe già un enorme successo».
Portare lo sport dentro una cornice culturale come quella del MAC Fest non è un caso: negli ultimi anni il dibattito sportivo si è tecnicizzato, spostandosi sempre più verso l’analisi statistica e sempre meno verso il racconto delle storie. «Sono proprio le storie, molto prima dei numeri, a farci innamorare di uno sport», sottolinea il moderatore, ricordando che un evento sportivo è prima di tutto l’incontro di tante persone diverse, ognuna con un percorso personale ben preciso. Il rimbalzo di un pallone su un parquet, il rumore dei tacchetti prima di entrare in campo: sono suoni che raccontano molto più di un semplice risultato, ed è questa la dimensione che il talk vuole riportare al centro.
Tre prospettive per ispirare i giovani
A confrontarsi saranno tre realtà differenti: Antonino Muro, direzione generale Giffoni Experience, founder e CVO Giffoni Innovation Hub; Linton Johnson, ex cestista NBA, oggi divulgatore e content creator; e l’Accademia Cavese Basket, impegnata quotidianamente in progetti di inclusione rivolti ai giovani e alle persone con disabilità. Una scelta non casuale: ognuno di loro, secondo Monaco, rappresenta un tassello diverso di quello che rende vivo un movimento sportivo. «Chi racconta lo sport attraverso il cinema e le storie, chi lo ha vissuto ai massimi livelli internazionali e chi, ogni pomeriggio, apre una palestra e lavora con decine di ragazzi senza cercare i riflettori». Un confronto tra esperienze apparentemente lontane che, secondo l’organizzatore, è proprio il terreno su cui nascono i messaggi più forti.
Il talk affronterà anche il tema, sempre più attuale, della difficoltà a mantenere i giovani in percorsi sportivi continuativi. Per Monaco negli ultimi anni si è data sempre più importanza alla prestazione fisica e sempre meno alla dimensione emotiva della pratica sportiva. «La vera sfida, oggi, è far sì che un ragazzo non aspetti l’allenamento perché sente di doverci andare, ma perché non vede l’ora che arrivi quel momento».
Un legame diretto emerge anche con il tema generale del festival: «Rompere gli schemi significa anche cambiare il modo in cui raccontiamo lo sport», afferma. «Siamo abituati a parlare quasi esclusivamente di risultati, classifiche e trofei. Forse dovremmo tornare a parlare un po’ di più delle persone, delle storie e delle passioni che rendono possibili quei risultati».



Un punto di partenza, non un punto di arrivo
Il talk vuole rappresentare il primo passo di un progetto più ampio, capace di mettere in rete società sportive, scuole, istituzioni, associazioni e famiglie. Monaco immagina che tra qualche anno questo incontro sarà ricordato semplicemente come il primo di una lunga serie, convinto che ispirare le nuove generazioni sia una responsabilità condivisa.
A chiudere l’intervista, un ricordo personale che racchiude il senso profondo dell’iniziativa. Monaco ripensa ai Mondiali di calcio in Qatar del 2022, quando assistette dal vivo a una partita dell’Argentina: «Sugli spalti c’erano migliaia di ragazzi giovanissimi che avevano attraversato il mondo insieme alle loro famiglie per seguire la propria Nazionale. Cantavano senza fermarsi, vivevano ogni momento con un entusiasmo che andava ben oltre il risultato della partita». Quell’Argentina, poi, i Mondiali li ha vinti. «Una nazione con un serbatoio di giovani così innamorati in uno sport sarà per forza sul tetto del mondo», riflette Monaco. «Un campione è un sognatore che non ha mai mollato. E il nostro compito, se vogliamo costruire un movimento sportivo forte, è fare in modo che quei sognatori siano sempre di più».
Il talk: “Vincere i Mondiali è un gioco da ragazzi” è in programma sabato 8 agosto alle ore 19:00, presso la Sala Teatro Comunale Luca Barba di Cava de’ Tirreni, nell’ambito del MAC Fest 2026.
