EUG Salerno 2026 | Closing Ceremony

1 agosto, Piazza del Sapere, Università degli Studi di Salerno

EUG Salerno 2026

Foto di Simone Salsano
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La consegna della bandiera EUSA segna la chiusura della prima edizione italiana dei Giochi Universitari Europei

La consegna della bandiera EUSA dall’Università degli Studi di Salerno a Spalato ha segnato ufficialmente la chiusura di EUG Salerno 2026, la prima edizione italiana dei Giochi Universitari Europei, in un clima di musica, colori ed emozione condivisa da atleti, volontari, personale dell’Ateneo, di ADISURC, del CUS Salerno e dei dirigenti EUSA.

Un’edizione da record, tra accoglienza e nuove strutture

Salerno ha accolto circa 5.000 visitatori, ricevendo in cambio il riconoscimento e la riconoscenza delle delegazioni partecipanti. Il Rettore Virgilio D’Antonio ha sottolineato come l’eredità dei Giochi non si esaurisca nelle infrastrutture o nell’internazionalizzazione, ma risieda soprattutto in un Campus “sempre più vivo, inclusivo e internazionale”. Per l’accoglienza, ADISURC ha raddoppiato i posti letto disponibili e triplicato i pasti serviti nelle mense universitarie: “Il diritto allo studio non è solo un sistema di residenze, mense e borse di studio, ma una leva strategica per la formazione dello studente”, ha dichiarato il presidente Emilio Di Marzio, ricordando che l’ente sostiene ogni anno oltre 180mila studenti e garantisce il 100% delle borse di studio agli aventi diritto.

Il bilancio del CUS Salerno

Il presidente del CUS Salerno Lorenzo Lentini, che pochi giorni prima della chiusura aveva già tracciato un bilancio dei Giochi, ha parlato di un evento capace di ospitare complessivamente oltre 4.000 atleti, in rappresentanza di 31 Paesi europei e 172 università, grazie al lavoro di oltre mille tra volontari e personale interno. Guardando alla cerimonia inaugurale in Piazza della Libertà, Lentini l’aveva definita “il fiore all’occhiello” della manifestazione, per l’emozione condivisa da migliaia di persone. Sul giorno della chiusura, il presidente ha ricordato il valore simbolico del passaggio di testimone a Spalato, sede della prossima edizione: “Dopo l’Universiade Napoli 2019, siamo davvero fieri di aver portato per la prima volta i Giochi Universitari Europei in Italia, al Sud, a Salerno”.

L’eredità sportiva del Campus di Baronissi

Tra i risultati più concreti dei Giochi, il Campus di Baronissi ha ospitato buona parte delle tredici discipline in programma grazie alla nuova impiantistica realizzata per l’occasione: otto campi da padel, tre campi da tennis, oltre a campi di beach volley e pallamano, che si aggiungono ai palazzetti dello sport, alla piscina semi-olimpionica e alle altre strutture già esistenti dell’Ateneo. Un patrimonio che, secondo Lentini, “rappresenterà una risorsa preziosa per gli studenti, per lo sport universitario e per l’intero territorio”, consolidando il ruolo di UNISA tra gli atenei italiani più avanzati sul fronte dell’impiantistica sportiva.

“Le luci dei Giochi si sono spente, ma la fiamma che hanno acceso questi ragazzi continuerà a brillare in tutti noi, in tutta Europa”: con queste parole di Lorenzo Lentini si chiude un’edizione che Salerno non dimenticherà.

03/08/2026
A cura di Marika Tufano
Video di Simone Salsano

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